Di cosa sono fatti i BAMBINI?

Di cosa sono fatti i BAMBINI?

Di cosa sono fatti i BAMBINI?

Voglio dedicare questo spazio ai Bambini!

Sì, a questi protagonisti di una stagione breve, sublime e fragile, luminosa come il sole e buia come l’abbandono. Enorme e senza scorciatoie: l’Infanzia. Che li vede sulla linea di partenza di quella intensa corsa chiamata Vita.
Tutti sono lì, con il piede pronto a scattare, il cuore in gola, la paura di arrivare ultimi. Tutti con caratteristiche differenti, dal colore della pelle alla temperatura della
propria storia. Tutti in balia di un destino che pulsa come un motore o naviga senza rotta prefissata. Ma con un meraviglioso ingrediente in comune: la pulviscolare via d’uscita della fantasia, capace di creare gatti che parlano agli angeli e nuvole madrine delle margherite.

Ma… chi sono i Bambini?

Vengono da chissà dove, sempre da un invisibile semino. Si formano nell’acqua, sono fatti d’aria, atterrano nell’ossigeno del mondo e poi? Ottengono subito il brevetto di viaggiatori formidabili perché devono imparare, e sempre più presto, una infinità di codici, la lingua, i sentimenti. E a stare in piedi da soli. Quanta fatica imparare a camminare, a capire il peso di un corpo che cambia a ogni istante. Quanta fatica stare con i compagni verso i quali provare tutte le sensazioni, dall’antipatia all’amore. Quanta fatica essere sempre come vogliono i grandi, genitori, nonni, maestri, professori e così via. E l’impresa si fa ancor più ardua se sono circondati da adulti impegnati a farli smettere di essere Bambini il prima possibile.

Cresci e… smettila di fare il Bambino!” è una delle richieste più assurde in cui possano imbattersi.

Ma cosa deve mai fare un Bambino se non il…Bambino?

Deve forse scimmiottare l’adulto ingessato, ubbidiente, tartassato e, spesso, triste?

O deve fare il “nonno” e stare fermo, zitto, seduto, dormendo, mangiando e pensando su comando?

O, peggio ancora, deve diventare complice dell’adulto anche nel far sparire la magia dall’infanzia?

In tal caso questa meravigliosa stagione della vita è orfana della speciale intensità con cui solo un Bambino può guardare e sentire il mondo, grazie alla capacità di allargarlo, aggiustarlo e reinventarlo durante il gioco del fare finta, ma sempre facendo sul serio.

Ladri d’infanzia in agguato?

Sì, e sono coloro che considerano i Bambini adulti in miniatura, senza sforzarsi di mettersi all’altezza di questi straordinari viaggiatori, dotati di talenti nemmeno immaginabili. Che a volte hanno pochi mezzi per esprimersi se non con il corpo, il pianto, l’euforia, la chiusura, la rabbia. Scambiati a volte per iperattività, aggressività, violenza o altri problemi dai nomi altisonanti.

Che sia colpa della società? O della fretta? O, forse, dell’incapacità di scendere dal palinsesto incerottato delle facili e sicure convenzioni, che non tengono conto di cosa siano fatti i Bambini, oggi?

Di ossigeno, certo, ma anche di sasso, fiele, carbone.

Perché i Bambini imparano e sono quello che vivono.

Se il loro pane è fatto di critiche imparano a condannare. Combattono se assaggiano l’ostilità. Sono apprensivi se conoscono la paura e timidi se vengono ridicolizzati. Sono invidiosi se percepiscono la gelosia e colpevoli se vivono con la vergogna. Ma sanno essere pazienti se trattati con tolleranza e sicuri di sé se vengono incoraggiati. Imparano ad apprezzare se loro stessi vivono l’approvazione e la giusta lode. Sono generosi e percepiscono il mondo come un posto bello in cui vivere se vengono abituati alla condivisione, alla lealtà e all’amichevolezza.

Quanta responsabilità abbiamo noi adulti!

Me ne rendo conto sempre di più, dopo una storia personale intrisa di Bambini. Questo scritto vuole render loro omaggio ma è richiesta di ulteriore impegno a me stessa e a tutti i “Grandi”.

Se dopo questo “appello” uno solo di loro guarderà con occhi diversi un bambino mentre gioca, gli presterà attenzione un minuto di più, allora avrò scritto qualcosa di buono!

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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