CONCERTO per PLINIO CLABASSI e premio GRANDI FRIULANI nel MONDO – Teatro Sedegliano (UD) – 12 ottobre 2014

CONCERTO per PLINIO CLABASSI e premio GRANDI FRIULANI nel MONDO – Teatro Sedegliano (UD) – 12 ottobre 2014

  Un teatro gremito  ha onorato degnamente la memoria di quello che è considerato un “Basso” di altissimo livello nella lirica degli anni 50-60 in un  concerto voluto e promosso dal Circolo Clabassi, presieduto dalla signora Gianna, in sinergia con il Comune di Sedegliano, e  il patrocinio del Club Unesco.  Presenti il sindaco Ivan Donati e l’assessore alla cultura Marta Masotti, è emerso chiaramente il valore della figura di Plinio Clabassi, uomo ed artista di fama mondiale, a 30 anni dalla artista che ha onorato il suo paese natale, Gradisca (ud) nel mondo, portandolo nel cuore sempre, nei teatri  più prestigiosi fino in Giappone e in Corea,  accolto con onore perfino dall’ Imperatrice Mikiko.  

Egli ha solcato i palcoscenici più importanti al mondo, cantando con i
più grandi nomi della lirica della sua epoca, sotto la direzione di direttori d’orchestra
di chiara fama durante una vita di sacrificio, di studio continuo, di passione.
 ,
Nel foyer, in una mostra allestita dalla studiosa Raffaella d’Beano,  due costumi appartenuti a Clabassi,  uno indossato per il Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury e l’altro per l’AIDA.
  Poi il FRAC, la divisa degli orchestrali  e dei cantanti quando non indossano i
costumi  di scena.  Le foto
testimoniano l’intensa attività lirica di
Clabassi,  e
lo ritraggono in alcuni tra i 150 personaggi da lui
interpretati.
E pensare che  bastava interpretarne  100 per essere
definiti  “grandi”.
 


Molto apprezzati dal pubblico i
protagonisti  del concerto,  che h
o avuto l’onore di presentare, la soprano Liliana Moro il basso baritono Eugenio Leggiadri Gallani, David Leonardi,
maestro accompagnatore,
   Sebastiano Zorza, fisarmonicista, il tenore Federico Lepre


Ospiti
d’onore della serata
la soprano Lella Cuberli ed il maestro Olinto Contardo. Il
Premio “Grandi Friulani nel mondo” è stato assegnato a Don Nicolino Borgo, per
la grande figura di sacerdote e di friulano che ha dedicato la vita a
valorizzare la sua terra,  la lingua, il personaggi che hanno conferito
lustro
al Friuli e al Comune di Sedegliano. Tra l’altro egli  ha
realizzato la casa di Turoldo a Coderno, il parco, e  il mosaico che 
rappresenta cinque  eccellenze:  Padre David Maria Turoldo, Angelo
Pittana, Plinio Clabassi, Don Gilberto Pressacco e l’On. Tessitori. A
dimostrazione che i grandi friulani nel mondo sono anche sulla porta di casa.


Il
concerto era a favore del Villaggio di Holavina Halli, in India, fondato da
Suor Amelia Cimolino, la prima nell’albo d’oro del Premio “Grandi Friulano nel
mondo”, la cui portavoce è Antonietta Cimolino, nipote di Suor Amelia e presidente dell’Associazione “Polse, Holavina Halli”

 A degna  conclusione i fiori per tutti i protagonisti e per Lella Cuberli e la signora Gianna donati dall’Amministrazione comunale di Sedegliano.

 

 


da sx: Evita, Renata Capria D’Aronco, Gianna Clabassi, Pierina Gallina, Lella Cuberli, Olinto Contardo, Ambra

 

Pierina Gallina con Gustavo Zanin, storico titolare della Fabbrica Organi Zanin

 

                             BIOGRAFIA di Plinio Clabassi letta durante la presentazione

 

1°:
Fino al 1945

Plinio
Clabassi nasce a Gradisca di Sedegliano il 21 marzo 1920 da Michele e Rosa
Masotti. Per interessamento dello zio sacerdote studia alle magistrali, insegnando
poi nella locale scuola elementare.  Nel
1940 è chiamato alle armi, come allievo ufficiale presso il Reggimento di
Fanteria a Palermo, inviato in territorio di guerra, col grado di sottotenente,
sul fronte greco albanese. Colpito da congelamento ai piedi sul Gallico e
Tapelani,  viene ricondotto in patria su
una nave ospedale. I medici dicono di amputare ma Plinio urla e grida riuscendo
a convincerli  ad aspettare almeno il
rientro in Italia. Viene ricoverato prima a Loano poi a Udine dove, accompagnato
da due militari, coi piedi ingessati, arriva a casa per salutare i suoi, che lo
credevano morto. La madre, come lo vede, gli corre incontro gridando “ Fì mio ,
Fì mio”. Lo  abbraccia senza più parlare,
morendo d’infarto. Questo trauma terribile accompagnerà per sempre Plinio.
“Sono l’ involontaria causa della morte di mia madre” ripeteva. Viene
trasferito a Roma. Riconosciuta l’idoneità fisica, faticosamente riconquistata,
data la statura (1.94 cm) viene ammesso a far parte delle guardie a cavallo del
Re. Nel frattempo frequenta lezioni di canto presso il maestro Mario Cusmich.
Plinio conosce la musica. Già a quattro anni cantava all’asilo e poi aveva
diretto la Corale di Gradisca. 

Ormai
tenente, dopo l’armistizio dell’ 8 settembre, entra nella resistenza. E’
attivissimo negli incarichi assegnatigli dal generale Bentivegna della
formazione “Eidolfi”. Viene arrestato dai fascisti e portato nelle  famigerate prigioni  delle SS, trattato in maniera disumana. L’ingresso
degli alleati mette fine alla sua prigionia. Magro, emaciato ma vivo, esce,
sorreggendosi col bastone.  Viene
ospitato in casa dei cugini Alberto e Claudio. Gli viene riconosciuta l’
invalidità di guerra e la medaglia al valor militare.

Alla
fine del conflitto, rimessosi in forze, svolge la propria attività presso
l’organizzazione UNNRA, Casa di cui costituisce un ufficio anche a Udine.

Intanto
riprende seriamente lo studio del canto. Si esibisce assieme a colleghi in
concerti per i reduci feriti e rifugiati. Il 16 ottobre 1945, al campo Santa
Croce, c’ è anche Beniamino Gigli che si complimenta con lui e lo esorta a
continuare.

1945-1959

 


Nel
1946 partecipa ad un programma di Radio Roma e ad altri  organizzati dalla Croce Rossa Italiana. La
canzone, grazie alla radio, sta facendo passi da gigante e la  lirica è sempre molto amata dal pubblico. Ma
la fatica degli artisti è colossale. Clabassi deve partecipare a due o tre
produzioni radiofoniche alla settimana. Da friulano oculato continua a lavorare
per UNNRA, con casa e stipendio sicuri, anche se di piccola entità. Solo quando
gli viene offerto un contratto di 1000 lire, tenta la sorte. Nel gennaio 1946
partecipa alla trasmissione per voci nuovi della RAI,  allora EIAR, “ Il Vivaio”,  e viene scritturato per diversi concerti. A
giugno è protagonista di un concerto per beneficenza nella sala PIO VI di Roma,
alla RAI , a dicembre è a Palermo. Poi  a
Reggio Calabria, Ancona,  Reggio
Emilia.  Nella carriera di ogni cantante
c’è un punto in cui può avvenire una svolta decisiva. Per Plinio arriva con una
tourné in Australia e Nuova Zelanda, dal luglio 48,  con un contratto dell’ Italian Opera
Company.  23 artisti   partono per una vera e propria avventura che
poi si rivelerà meravigliosa favola.  I
previsti 4 mesi si dilatano fino all’8 dicembre 49, per un totale di 437
rappresentazioni. Plinio impara un perfetto inglese, acquisisce un’ invidiabile
scioltezza sul palcoscenico e la conoscenza di diversi ruoli da Tosca,
Traviata, Manon, Aida, Trovatore e Bohéme. Si impegna a migliorare la propria
presenza in pubblico. Partecipa a tutti i concerti pubblici e privati facendosi
notare. Per la compagnia di cui Plinio fa parte, i successi si ripetono ad ogni
concerto e viene particolarmente lodato per le qualità vocali ed
interpretative.  Viene definito
“Giovane,  bello,  di immensa statura  e una voce meravigliosa”. E’ l’unico scapolo
della compagnia e sente come un dovere rimanere tale.  Dopo 45 giorni di viaggio la compagnia, di
cui fa parte,  tra gli altri,  la Maratrasi, che strappa applausi ad ogni
esecuzione come Clabassi, e i direttori d’orchestra Ermanno Golferrari e Franco
Ghione, sbarca a Napoli.


Dopo
il ritorno Clabassi  continua a studiare.
Nel 50 è scritturato dalla RAI, dove rimarrà fino al 75.  Innumerevoli i concerti, diverse Boheme con
Rina e Beniamino Gigli, tourné, in Germania con il Barbiere di Siviglia, in Sud
Africa, a Johannesburg, Adelaide e Città del Capo, rientrando a fine  agosto del 50.

Plinio
studia sempre per raffinarsi ed ampliare il repertorio. Inaugura la stagione
con Nabucco,  nel 52 di nuovo con la Aida
a Roma, l’Otello a Palermo,  altre opere
in diversi teatri e nuova tourné in Brasile. 
Nel dicembre 56 è  in  in Irlanda 
con  opere e concerti diretti
dal  maestro Morelli.  Clabassi ormai canta ovunque,  con una 
qualità vocale, uno stile ed una classe che molti gli invidiano, in un
ambiente dove alcuni sono pronti a tutto pur di far carriera.

E’
sempre intenso e, come scrisse un critico musicale, “portato a compenetrarsi
stilisticamente”.

Non
importa se da protagonista o di fianco, dalla sua ugola prendono vita solo
personaggi a tutto tondo. Spazia  dal
genere brillante  al drammatico, dal comico
alla romanza, dalla musica sacra agli Spirituals.   Sue punte di diamante sono:  1954, 
al San Carlo di Napoli  il “Mac
Gregor”  – 56 agli Champes Elisée di
Parigi, il memorabile “Colline” con Tagliavini, la Pobbe e la Micheluzzi;
1956  a Rio De Janeiro  l’“Oroveso”. 
Nello stesso anno gli viene conferito il 
Diploma di  Commendatore  in Brasile con parole commoventi “ In difesa
della civiltà, spiritualità e fraternità universale, la nobiltà morale
dimostrata da Plinio Clabassi, nello “Zio Bonzo” in Butterflay con la Callas
diretta da Karajan, alla Scala di Milano… “finalmente abbiamo  ammirato e 
ascoltato un vero e terribile zio Bonzo”.   Apprezzatissimo nei panni di Enrico VIII   a Londra, in Scozia,  ed in tanti altri teatri. Nel 59 riceve il
titolo di commendatore dall’imperatrice del Giappone, MIKIKO, durante un
concerto per le vittime di Hiroscima e Nagasaki.
 
1960-61
 

Nel
60 prende corpo il suo grande Filippo II nell’ indimenticabile “Don Carlos” di
Verdi che canterà poi alla Scala, Venezia, Trieste,  Toronto, 
in diverse città degli Stati uniti tra cui  Boston, in cattedrale,  alla presenza del cardinale Quskin.  Nel 61, in Argentina con la Tebaldi e in vari
concerti per gli emigranti italiani. Il 3 maggio 61, nella storica
rappresentazione  di “Falstaff”   in onore della regina Elisabetta
d’Inghilterra, Clabassi  canta accanto a
Gobbi, Kraus, Scotto, Panerai.  Egli,
disperato perché è  morto suo padre e non
può neanche recarsi al funerale, fa un grande sforzo a cantare in un ruolo
buffo. Plinio, buono e generoso, altruista, mai sceso a compromessi  e pronto al sacrificio.   Il mondo musicale sapeva di essere di fronte
ad una figura stilistica di primissimo piano, molto rara per le sue
qualità,  in quella sua particolare corda
vocale che ogni giorno aveva bisogno di vocalizzare, dato che in lirica si
canta senza microfono.  “Se per un giorno
non vocalizzo me ne accorgo io. Se per 2 giorni non lo faccio si accorge anche
il pubblico” diceva.
In
tante opere  il basso non canta molto ma,
come disse Puccini,  non esistono piccole
o grandi parti, ma piccoli o grandi cantanti.

ESTRATTO
delle  innumerevoli  critiche apparse sulle testate più
accreditate del mondo:  
·       
 “Controllato, attento, sicuro, umano, distinto
nella scena, dal fraseggio perfetto, dalla calda vocalità, dal mobilissimo
composto rilievo”.
·       
 magnifico ed imponente ambasciatore della
Repubblica Veneta.
·       
dai mezzi vocali controllati da una
intelligenza non comune”
·       
dominatore della scena per la bellissima
voce  di artista intelligente ed
efficacissimo”
·       
Per i suoi meriti  artistici e queste recite di Norma siamo
onorati di nominarlo cittadino onorario di Lione”
·       
Cantante di rara soavità nelle mezze
voci” 
·       
 di gran classe e dagli eccellenti mezzi vocali
·       
Con la sua presenza scenica  è  al
giorno d’oggi una  delle voci di basso
più belle del mondo.
·       
La “Boheme”  cantata sontuosamente dal Clabassi che spiana
ovunque applausi e richieste di bis e anche tris.
·       
Mirella Freni: “La mia prima Mimi fu
accanto a Plinio Clabassi che  cantò
quella “Vecchia Zimarra “ in modo commovente. Con nodo  alla gola feci fatica poi a cantare.
·       
Gianna Pederzini scrisse a Plinio:  “Ho cantato la Mignon con molti cantanti ma
non ho sentito nessuno cantarla come Lei, complimenti”
·       
Rossellini che lo scrittura per la sua
“Giovanna al rogo”  con la Bergman non
trova di meglio che definirlo “Proprietario di una delle voci più belle ed
espressive del teatro lirico nel nostro tempo”
Se
fosse vivo il Clabassi  non avrebbe rivali al mondo. (Gianni Gori
da  Il Piccolo, novembre 1954)

Ultime apparizioni

 
Nel  56, Plinio sposa Rina Gigli, per anni
compagna d’arte. Poi il matrimonio viene annullato.  Nel 70 torna  nella sua amata Gradisca dove  canta in molte occasioni.

Il
28 dicembre 83, per il millenario di Santa Margherita del Gruagno,  è presentatore d’ eccezione per  una serata memorabile con la grande Lella
Cuberli accompagnato dal maestro Olinto Contardo.

Ultime
apparizioni: Miserere  di Tomadini nel
Duomo di Udine e  Aquilea, con il tenore
Arduino Zamaro di Pradamano. Nell’84 nel duomo di Maniago con il  tenore Bruno Sebastian.  Poi la malattia. A Codroipo e in altre chiese
lo sostituisce il caro amico Alfredo Mariotti. Nell’83  sposa 
Gianna Cuberli, trovando con lei una felice serenità. Muore  il 22 ottobre, lasciando in chi lo conosceva
un ricordo indelebile. Aveva dato molto agli amici, ai colleghi,  alla sua gente,  alla sua amata terra.

Ora,
la voce che è stata ascoltata in tutto il mondo, fino in  Corea e al Vaticano, che aveva cantato
accanto ai più grandi del suo tempo e alle nuove generazioni,  che ha ricevuto le più alte onorificenze,
tace per sempre.

Come
disse Monsignor Copolutti nell’ omelia funebre “Canterà in mezzo ai angeli quel
“ Pietà signor”  di Stradella che nessuno
saprà più cantare come lui”.

Le
memorie dell’ uomo e dell’ artista sono affidate al Circolo Musicale che porta
il suo nome, sorto per volere degli amici ed estimatori, con presidente
onoraria il soprano Lella Cuberli.
Il Circolo ora si chiama “AMICI DEL TEATRO
“Plinio CLABASSI”. Chi desiderasse farne parte contatti la signora Gianna Cuberli, a Gradisca di Sedegliano (UD).

 

 

 
 

 

 
 

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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