CODROIPO (UD) REGINA CRISTOFOLI premiata a San Vito T. come testimone del primo voto alle donne, 2 giugno 1946

CODROIPO (UD) REGINA CRISTOFOLI premiata a San Vito T. come testimone del primo voto alle donne, 2 giugno 1946

 E’ di Codroipo Regina Cristofoli, classe 1925, ed è stata premiata al Teatro
Arrigoni di San Vito al T. (Pn)  nell’ambito del progetto “ Le donne e il segreto delle
urne” riservato ai ricordi delle donne della zona che avevano  votato per la prima volta il 2 giugno 1946. 

  
Regina aveva 21 anni e, come tutte le altre ragazze e donne da quell’età in
su, aveva fatto la famosa croce sulla scheda elettorale, con il senso del diritto,
del dovere e della responsabilità di scegliere il futuro per la Repubblica e l’Italia.  

A San Vito, per volere dell’Assessorato alle
pari opportunità, due anni fa era partito un progetto di valorizzazione e
ricerca delle fonti orali sull’evento storico del primo voto alle donne, con l’intento
di valorizzare il gesto e la svolta storica che ne
fu la conseguenza.  



25 signore intervistate per tre ore ciascuna,
un
video e un libro sono il risultato della raccolta orale di testimonianze

sul
significato del voto, della democrazia e del fatto che le donne “con la testa
uguale agli uomini” avevano potuto dire la loro, andando alle urne, sulla fine
del regno e anche sui partiti del nuovo governo.
   

Grandi donne, ricche di miseria e coraggio,
che anche dopo la grande sconfitta continuarono a salvare tanti ragazzi senza
armi e senza più una linea da seguire dopo la caduta del fascismo. Infatti, tanti
furono gli uomini salvati da madri, sorelle, fidanzate e mogli. Per andare a
votare per la prima volta molte  donne si
erano fatte un vestito nuovo tanto l’occasione era importante. 

Alcune ci
andavano con il marito e, da come uscivano dall’urna, si capiva se avevano obbedito
all’ordine ricevuto  o se avevano deciso
di testa propria. Sguardo fiero nel primo caso, testa bassa nel secondo.  

 Spezzoni di vita autentica che non si legge
sui libri ma si apprende solo ascoltando sono emersi dal video  “Le donne e il segreto dell’urna” realizzato
dai ragazzi dei Licei “Le Filandiere” nel
percorso di alternanza scuola lavoro e curato dalla regista Marta Pasqualini. 

Il
Sindaco Antonio Bisceglie,  la Vice Sindaco
Federica Fogolin, il prof. Alessandro Casellato, docente di  storia orale all’università di Venezia,  Martina Cecone, redattrice delle interviste, hanno
condiviso l’emozione per le storie ascoltate e l’alto valore che esse
rappresentano anche per le generazioni future. Le eleganti signore hanno regalato la grande serenità che deriva dall’ aver sofferto tanto ma anche dalla gioia del ballo appena
finita la guerra e la meraviglia di quando gli americano raccontavano loro della televisione che porta il film in casa e della macchina che lava i panni.
Donne che sono passate dalla miseria all’abbondanza materiale e di opportunità dell’era moderna, non ultime il cellulare e il computer.

I ricordi di queste donne,
infatti, sono indispensabili per capire la storia e la dimensione del racconto
riesce a trasmettere e avvicinare le distanze temporali.  Fanno capire come le donne abbiano dato un’impronta
alla storia con atteggiamenti di coraggio e amore che hanno consentito loro di superare
grandi ostacoli. Le parole chiave emerse dal video sono libertà e felicità. Se
si è liberi si è più felici”.
 

Il video e il libro sono stati donati alla
biblioteca civica di San Vito nelle mani del sindaco affinchè gli storici, i nipoti
e pronipoti delle protagoniste possano accedervi.   

Nell’antico Teatro Arrigoni, sedute in prima
fila, le donne intervistate, tra cui una signora di 103 anni, orgogliose e
felici per il riconoscimento al loro valore, sono state premiate con un
attestato di ringraziamento e un mazzo di rose rosa. Con la loro presenza hanno
avvalorato l’evento, anzi, la festa a loro dedicata e la storia che, se si incarna
con le istituzioni, diventa patrimonio di tutti, e direzione per il futuro.

 Vera e genuina la loro gioia. Orgogliose di esserci a raccontare e testimoniare ciò che hanno vissuto, definendo belli quei periodi di gioventù, si sono salutate come  amiche, alcune si sono abbracciate e si sono fatte gli auguri. Gina, per esempio, ha conosciuto Eleonora Fantin di Vissignano (Pn) , classe 1925, che le ha raccontato in un diluvio di
parole la sua vita. 65 anni emigrata in Francia e poi tornata in Friuli senza riconoscere nulla del paese lasciato tanti anni prima, da giovanissima era andata in treno a Torino impiegandoci tre giorni e senza perdersi. 
 

“Tutto cambia – le ha risposto Gina – non possiamo pretendere che il mondo stia fermo”. 
I loro discorsi emanavno un forte orgoglio per quello che sono state e una certa
tristezza per i tempi di oggi, perchè i giovani non possono capire. 

Eleonora, pittrice, ha
mostrato con orgoglio la sua sciarpina di seta firmata e stampata da lei e ha
detto con un sorriso da premio “Io vado avanti con la mia pittura. Sono senza marito che mi è mancato
all’improvviso ma sono felice di essere ancora qui e sono orgogliosamente del
1925”.

Gina con la figlia Gabriella e il figlio Carlo a San Vito in fiore.

Immagini degli anni 40

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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Fausta

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3 Giugno 2018

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